Il Teatro della Città – Centro di produzione Teatrale, sempre nell’ottica di puntare anche sulla multidisciplinarità dei linguaggi e la contaminazione dei generi artistici, anche per la Stagione 2019-2020 apre una finestra privilegiata sulla danza e sul teatro-danza.

Il 29 novembre, alle ore 21, sempre al Piccolo Teatro della Città, il Balletto di Roma proporrà Male Variations con le coreografie di Andrea Costanzo Martini e Itamar Serussi Sahar. Protagonisti dello spettacolo sono i danzatori del Balletto di Roma, impegnati in un percorso di esplorazione sulla mascolinità e sulla crescita consapevole della potenza fisica e dell’abilità tecnica. L’interpretazione maschile di questa danza diventa imprevedibilmente in grado di azzerare le barriere di genere e ampliare le prospettive oltre gli stereotipi e le eccessive esposizioni dell’animo umano. I tre brani – Intro, Shyco e Tefer – assemblati per assonanza con il tema della variazione danzata declinata al maschile sono esito dei diversi sguardi di due autori contemporanei che hanno deciso di impiegare il vigore corporeo maschile in funzione di una riflessione sul tema del genere e del bisogno, implicito o imprevedibilmente manifesto, di danzare.

Male Variations è un trittico firmato da Andrea Costanzo Martini e Itamar Serussi Sahar. Il primo, performer e coreografo italiano che dal 2006 ha legato la propria storia artistica a Batsheva Dance Company divenendo istruttore del metodo Gaga ideato da Ohad Naharin, il secondo – ora coreografo freelance dopo un periodo di residenza alla Scapino Ballet di Rotterdam – ha anch’egli una connessione di lunga data con la maggiore compagnia israeliana.

Protagonisti di Male Variations i danzatori del Balletto di Roma questa volta impegnati in un percorso di esplorazione sulla mascolinità e sulla crescita consapevole della potenza fisica e dell’abilità tecnica. L’interpretazione maschile di questa danza diventa imprevedibilmente in grado di azzerare le barriere di genere e ampliare le prospettive oltre gli stereotipi e le eccessive esposizioni dell’animo umano. I tre brani, assemblati per assonanza con il tema della variazione danzata declinata al maschile sono esito dei diversi sguardi di due autori contemporanei che hanno deciso, dunque, di impiegare il vigore corporeo maschile in funzione di una riflessione sul tema del genere e del bisogno, implicito o imprevedibilmente manifesto, di danzare.

INTRO

Coreografia ANDREA COSTANZO MARTINI
Musiche Loscil, David O’Dowda, Andrea Costanzo Martini
(per quattro danzatori)
INTRO si muove a partire da un bisogno fondamentale: il desiderio, semplice, di danzare. I quattro interpreti, tutti uomini, occupano il palcoscenico segnando attraverso gesti, voce e ritmo lo spazio ed il tempo; calmi ma puntuali, mai esitanti. Disegnano coi loro corpi pose statuarie, eseguono sequenze a tratti imprevedibili e a tratti familiari, in una sorta di rito che segue regole chiare, anche se non sempre comprensibili dall’esterno. Petti sgonfi e sguardi aperti che osservano, corpi che si lasciano guardare così, per quello che sono. Scavando a fondo in questo mondo intimo, dell’essere che esplode ogni oltre apparenza, la violenza si trasforma in forza, l’ambizione in prontezza di riflessi, l’obbedienza in attitudine alla gioia. Come leoni in un atelier di cristalli, i quattro danzatori si muovono con delicatezza, consapevoli della propria potenza, e della responsabilità che ne deriva, completamente dediti ad un dialogo articolato tra coreografia e intenzione, tra forma e sostanza.

SHYCO coreografia ITAMAR SERUSSI SAHAR

Musiche Richard van Kruysdijk
(per un danzatore)

“Sycho”, assolo creato per un danzatore della compagnia, esplora attraverso il codice dinamico e fisico di Serussi alcuni aspetti dell’animo umano, ma in una dimensione prettamente maschile, proponendo un viaggio nelle emozioni, nella vulnerabilità e nella forza di un giovane uomo, in transito nel proprio percorso di crescita, alla ricerca della maturità e della consapevolezza.

TEFER

Coreografia ITAMAR SERUSSI SAHAR
Musiche Richard Van Kruysdijk
(per sei danzatori)

Vortici di forza e dinamismo travolgono lo spettatore di TEFER, studio di Itamar Serussi per sei danzatori sui gesti e sul corpo dell’uomo, con musiche originali di Richard van Kruysdijk. Attraverso uno sguardo ironico e un segno potente, TEFER svela i contrasti di una mascolinità inattesa, indugiando sull’esposizione di virilità conosciute e scoprendo i pudori di sensibilità rimosse. Una parodica danza guerriera rompe gli spazi e scompone i contatti, lasciando che siano i corpi ad aprire varchi di comunicazioni interrotte.

50 minuti – 7 danzatori

 

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